Necropoli Li Muri

La storia del sito

Questa necropoli risale a circa seimila anni fa. All’epoca neolitica, che segna l’inizio della produzione di cibo, da parte degli uomini, attraverso l’adozione dell’agricoltura e, soprattutto della pastorizia. Questa trasformazione si accompagna in genere a una maggiore cura per le sepolture, con la costruzione di tombe più elaborate di quanto non accadesse in precedenza.

In questo caso, si tratta di sepolture composte da circoli di pietra che racchiudevano casse litiche a pianta quadrata in funzione di camere sepolcrali, ricoperte originariamente da tumuli di terra e pietre. Alcuni menhir erano posti tra le tombe, forse con funzione di segnacolo. Una di queste tombe fu riutilizzata nel corso dell’età del bronzo, cioè circa duemila anni più tardi, e rifatta a "galleria".

Il sito fu scoperto da un insegnante, e poi scavato nel corso degli anni trenta del novecento. Sono stati trovati coltelli di selce, grani di collana e ciotole in pietra, probabilmente resti dei corredi funerari; ma soprattutto tracce di ocra rossa, una polvere che ricorre in molte sepolture dell’antichità e che si considera un simbolo di rigenerazione.

Vista aerea di una delle tombe neolitiche a "circolo"

Dettaglio di una cassa litica al cui interno veniva deposto il defunto

Uno dei menhir posti a segnacolo delle tombe

Dettaglio della tomba a "galleria" dell'età del bronzo

Attività scientifica svolta sul campo

I gruppi ISPC di Roma e Firenze con le tecnologie a loro disposizione hanno lavorato sinergicamente per documentare il sito integrando diverse tecniche di rilievo così da sfruttare al meglio il loro potenziale per ottenere la maggiore completezza di informazione. Per Li Muri sono state effettuati rilievi da scansioni laser, topografici e fotogrammetrici. In questo modo si è ottenuto un modello digitale del sito che potesse riproporre al meglio le sue caratteristiche morfologiche e colorimetriche.

Per una corretta integrazione dei dati ottenuti dalle diverse tecniche di rilievo utilizzate, sono stati posizionati del target, ovvero punti di controllo comuni, i quali sono stati posti sia sul terreno che sulle superfici della necropoli preistorica. Questi sono stati dunque misurati attraverso l’uso di una stazione totale (strumento topografico in grado di rilevare angoli e distanze) al fine di ottenere le coordinate spaziali del sito.

Contemporaneamente è stato eseguito un rilievo tramite laser scanner che ha restituito un'accurata nuvola di punti ed successivamente un modello tridimensionale delle architetture. Al fine di completare l'acquisizione di aree inaccessibili da terra, e ottenere una colorazione foto-realistica del modello (texturing), il rilievo è stato integrato con la fotogrammetria aerea mediante l'uso di drone.

Processamento dati tridimensionali

Nuvola di punti ottenuta da rilievo laser scanner

Modello mesh tridimensionale da tecniche miste di rilievo

Texturing del modello per la resa foto-realistica del colore

L'ipotesi di ricostruzione virtuale

L’ipotesi ricostruttiva della necropoli di Li Muri è stata realizzata con metodi e tecniche propri dell’Archeologia Virtuale con lo scopo di ripristinare l’unità di stile del sito e renderlo così accessibile e comprensibile al grande pubblico. Si tratta di processo di acquisizione e analisi finalizzato a ricostruire e simulare, secondo un approccio scientifico il paesaggio archeologico ed antico.

Lo studio e la ricostruzione virtuale del paesaggio antico implica passaggi impegnativi e complessi in quanto coinvolge numerose competenze. Nel nostro caso, per formulare un ipotesi ricostruttiva verosimile delle tombe megalitiche ci si è basati sui resti archeologici che sono ben conservati e mantengono ancora la loro posizione originale.

La modellazione 3D è stata realizzata a partire dal rilevamento tridimensionale che ha così garantito un dato affidabile di partenza utile alla realizzazione dei modelli simulativi delle tombe. Tecniche di computer grafica sono state utilizzate per la ricostruzione delle coperture in tumuli di terra. Anche le pietre mancanti ed i piccoli dolmen dei circoli litici sono stati ricreati digitalmente per analogia con quelle ancora esistenti.

Il sito archeologico è stato ricostruito nella sua prima fase di vita, durante il Neolitico recente. È pertanto esclusa nelle ricostruzioni la tomba a camera la quale, secondo gli studi, fu costruita successivamente, durante il Bronzo Medio, sopra i resti di una precedente sepoltura a tumulo.

Carousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel imageCarousel image

Necropoli Li Muri. Presente e Passato a confronto

Per saperne di più

Antona A., 2001. Il megalitismo funerario in Gallura. Aspetti del megalitismo preistorico, pp.67-70

Antona A., 2003. Il megalitismo funerario in Gallura. Alcune osservazioni sulla necropoli di Li Muri; in Rivista di Scienze preistoriche 53, pp. 359-373

Antona A. 2020. La necropoli megalitica di Li Muri; in: T.Cossu e C.Lugliè (a cura di) La Sardegna preistorica, ILISSO Ed. pp.114-117

Müller Celka, S., 2012. Burial mounds and “ritual tumuli” of the Aegean Early Bronze Age. MOM Éditions, 58(1), pp.415-428

Puglisi S.M., 1942. Villaggi sottoroccia e sepolcri megalitici della Gallura; in: Bullettino di paletnologia 60-61 pp.123-141

Puglisi S.M., Castaldi E., 1964. Aspetti dell'accantonamento culturale nella Gallura preistorica e protostorica, in: Studi Sardi XIX, pp.59-148

Usai, L., 2009. Il Neolitico medio. Il Neolitico medio, pp.49-58