Nuraghe La Prisgiona

La storia del sito

In località Capichera, ad una decina di chilometri dal centro di Arzachena, si incontra il complesso monumentale della Prisgiona che, per estensione e tipologia, non ha eguali nella regione gallurese. E' formato da un grande nuraghe e un villaggio di 90-100 capanne, la maggior parte delle quali ancora da scavare. Il nuraghe è formato da una torre centrale (il mastio) e almeno due torri laterali inglobate in un bastione.

Al mastio, coperto da una falsa cupola (tholos) di 6 metri di altezza, si accede passando sotto una imponente architrave di m. 3,20. Una muraglia delimita un cortile dove un pozzo profondo più di 7 metri ha restituito molte brocchette askoidi utilizzate non solo per la raccolta dell’acqua ma in cerimonie dal carattere particolare. Rituali di diversa natura dovevano svolgersi, peraltro, nella vicina "capanna delle riunioni” dove si radunavano in particolari occasioni personaggi di rango, che, disponendosi a sedere lungo i brodi dell’ambiente, bevevano un decotto o distillato preparato usando un vaso dalla forma e decorazioni particolari.

La complessità del nuraghe risponde al ruolo che l’edificio dovette avere nel sistema territoriale della regione. Gli scavi condotti dall'archeologa Angela Antona hanno consentito di definire le diverse fasi del complesso che fu in uso dal XIV al IX sec. a.C. con frequentazioni che arrivano ad età romana.

Mastio centrale

Falsa volta del Mastio

Architrave di ingresso al Mastio

Capanna delle riunioni

Attività scientifica svolta sul campo

I gruppi ISPC di Roma e Firenze con le tecnologie a loro disposizione hanno lavorato sinergicamente per documentare il sito integrando diverse tecniche di rilievo così da sfruttare al meglio il loro potenziale per ottenere la maggiore completezza di informazione. Per il rilievo di La Prisgiona sono state effettuati rilievi da scansioni laser, topografici e fotogrammetrici. In questo modo si è ottenuto un modello digitale del sito che potesse riproporre al meglio le sue caratteristiche morfologiche e colorimetriche.

Per una corretta integrazione dei dati ottenuti dalle diverse tecniche di rilievo utilizzate, sono stati posizionati del target, ovvero punti di controllo comuni, i quali sono stati posti sia sul terreno che sulle superfici del nuraghe. Questi sono stati dunque misurati attraverso l’uso di una stazione totale (strumento topografico in grado di rilevare angoli e distanze) al fine di ottenere le coordinate spaziali del sito.

Contemporaneamente è stato eseguito un rilievo tramite laser scanner che ha restituito un'accurata nuvola di punti ed successivamente un modello tridimensionale delle architetture. Al fine di completare l'acquisizione di aree inaccessibili da terra, e ottenere una colorazione foto-realistica del modello (texturing), il rilievo è stato integrato con la fotogrammetria aerea mediante l'uso di drone.

Posizionamento dei target per integrare i rilievi

Nuvola di punti ottenuta da rilievo laser scanner

Modello mesh tridimensionale da tecniche miste di rilievo

Texturing del modello per la resa foto-realistica del colore

L'ipotesi di ricostruzione virtuale

L’ipotesi ricostruttiva del complesso di La Prisgiona è stata realizzata con metodi e tecniche propri dell’Archeologia Virtuale con lo scopo di ripristinare l’unità di stile del sito e renderlo così accessibile e comprensibile al grande pubblico. Si tratta di processo di acquisizione e analisi finalizzato a ricostruire e simulare, secondo un approccio scientifico il paesaggio archeologico ed antico.

Lo studio e la ricostruzione virtuale del paesaggio antico implica passaggi impegnativi e complessi, in quanto coinvolge numerose competenze. Nel nostro caso, per formulare un ipotesi ricostruttiva verosimile ci si è basati su tutte le fonti storiche ed archeologiche. Durante gli scavi, infatti, sono stati individuati elementi architettonici crollati utili alla comprensione del sito, come i frammenti di "mensoloni" del coronamento del nuraghe, che hanno permesso di ricomporre virtualmente le parti mancanti. Nei casi in cui non è stato possibile trovare delle tracce dirette nei resti archeologici, per completare la simulazione ci si è affidati a confronti con altri complessi nuragici appartenenti allo stesso periodo e con caratteristiche architettoniche analoghe.

Il sito archeologico è stato ricostruito nella sua ultima fase di vita, quando il complesso raggiunse la massima estensione. Partendo dal rilevamento tridimensionale del sito è stato possibile modellare in computer grafica le parti mancanti e ottenere dei modelli simulativi del passato. Questi ci permettono così di sintetizzare in una rappresentazione visiva il lungo lavoro di studio e ricerca.

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Nuraghe La Prisgiona. Presente e Passato a confronto.

Per saperne di più

Angius, V., Antona, A., Cadeddu, F. and Puggioni, S., 2012. Territorio e popolamento nella Gallura nuragica: un'ipotesi metodologica. Territorio e popolamento nella Gallura nuragica: un'ipotesi metodologica, pp.1215-1221

Antona Ruju, A. and Ferrarese Ceruti, M.L., 1992. Il nuraghe Albucciu ei monumenti archeologici di Arzachena. Sardegna Archeologica, Vol 19. Delfino Editore

Antona, A., Atzeni, C., Porcu, R., Puggioni, S., Sanna, U. and Spanu, N., 2007. Manufatti non vascolari in terracotta dal complesso nuragico di Punta d'Acu/La Prisjona-Arzachena (SS). Materiali argillosi non vascolari: un'occasione in più per l'archeologia. Atti della 9 giornata di Archeometria della Ceramica (Pordenone 18-19 Aprile 2005), pp.95-102

Antona, A. and Puggioni, S., 2009. Spazi domestici, società e attività produttive nella Sardegna nuragica. L’esempio della Gallura. L'espai domasti i l'organizacio de la societat a la protohistoria de la Mediterrania occidental, pp.331-48

Antona A. Corro M.D.M. Puggioni S., 2010. Spazi di lavoro e attività produttive nel villaggio nuragico La Prisgiona in località Capichera (Arzachena). In: M. Milanese, P. Ruggeri, C. Vismara( a cura di), L’Africa Romana, Carocci Editore. I luoghi e le forme dei mestieri e della produzione nelle province africane. Atti del XVIII convegno di studio Olbia, 11-14 dicembre 2008

Antona A., 2012. Nota preliminare sui contesti stratigrafici della Gallura nuragica. L’esempio di La Prisgiona di Arzachena, in: Atti della XLIV Riunione scientifica. La preistoria e la protostoria della Sardegna. Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria, vol.2, pp.687-696

Antona A., 2013. Arzachena, pietre senza tempo, Delfino 2013

Antona, A., 2018. Il villaggio e il vaso rituale di La Prisgiona, in: T.Cossu, M.Perra e A.Usai (a cura di) “Il tempo dei nuraghi”, ILISSO Ed. pp.281-283

Fundoni, G., Fadda, N., e Pais, M. 2019. Focolari, forni, fornaci e punti di fuoco della Sardegna protostorica. IpoTESI Di Preistoria, Vol. 12

Mancini, P. and Antona, A., 2010. Gallura orientale: preistoria e protostoria, Taphros